Idee Trekking Veneto

Monte Pelmo Sentieri

Se la Marmolada sta alla regina delle Dolomiti, il Monte Pelmo ne è il suo Re.

Per arrivare al Monte Pelmo i sentieri sono molteplici, sia che si voglia fare un percorso attrezzato in ferrata sia che lo si voglia ammirare a 360°. Dipende tutto da quello che cerchiamo.

Per questa camminata la nostra volontà era quella di ammirare, a tutto tondo, la bellezza di questo gioiello creato dalla natura.

Monte Pelmo Sentieri : Staulanza – Fiume – Venezia

Un’escursione difficile, per la sua lunghezza e presenza di qualche tratto esposto che però ci ha lasciato tanto, tantissimo nel cuore.

Il nostro punto di partenza, il Rifugio Staulanza, si raggiunge in poco più di 10 minuti dalla Val di Zoldo e permette di raggiungere il Monte Pelmo da diversi sentieri. E’ possibile seguire un percorso orario, come abbiamo fatto noi o antiorario che però ti sconsiglio.

Il Monte Pelmo, alto 3160 mt slm, si trova in Val Zoldana ed è considerato, assieme alla Marmolada, uno dei monti più belli e caratteristici delle Dolomiti. 

Abbiamo provato a percorrerlo in inverno con le ciaspe ma abbiamo dovuto desistere per la troppa neve e pericolosità…questo tentativo fallito ci aveva lasciato l’amaro in bocca e così, alla prima occasione senza neve abbiamo deciso che il giro doveva essere nostro.

Staulanza, Rifugio Venezia e Città di Fiume per un giro che richiede un’ottima forma fisica e che tecnicamente presenta alcuni passaggi impegnativi ma attrezzati che sono necessari per raggiungere Forcella Val d’Arcia.

Passo Staulanza – Rifugio Città di Fiume

Lasciata la macchina al Rifugio Passo Staulanza, a circa 10 minuti da Zoldo Alto, prendiamo il sentiero 472 che ci fa addentrare da subito nel bosco lungo l’antico Tríòl dei Cavai.

La bellezza davanti ai nostri occhi quando lasciamo il bosco è unica. Ci fermiamo ad ammirare lo spigolo del Pelmetto in tutta la sua maestosità che ci accompagnerà alla nostra destra per la traversata alla prima parte del grande ghiaione che ci porta fino al Rifugio Città di Fiume.

Se vuoi evitare questo passaggio puoi tralasciare il sentiero più basso e, una volta uscito dal bosco, seguire sempre il ghiaione in un tratto in breve discesa fino a raggiungere le indicazioni per il Rifugio Venezia.

Il tempo dal Rifugio Staulanza al Rifugio Città di Fiume è di circa 1.3 ore di cammino e, personalmente, consiglio di arrivare fin qui e godersi della natura, salutare i simpatici gestori del Rifugio e poi proseguire con il giro (quindi senza “tagliare”).

Una volta raggiunto il bivio (circa metà ghiaione) segui le segnalazioni sui massi e prosegui verso la forcella Forada e successivamente lungo il ripido sentiero della Val d’Arcia.

Forcella Val d’Arcia

Vista da sotto la salita da l’impressione di essere infinita, inarrivabile. Facciamo un respiro profondo e iniziamo a seguirla fino a quando, in alto, troviamo la conca dell’alta Val d’Arcia con i suoi prati verdi. Ci fermiamo per un minimo di respiro, un veloce break e poi subito via a riprende la salita che si fa via via più faticosa.

La nostra camminata prosegue tra massi di frana, ghiaie semoventi e le rocce della Cima d’Arcia. Il sentiero continua verso il sentiero Flaibani che sale fino in forcella Forada. Continuiamo, non nascondendo la nostra stanchezza mista ad una leggera preoccupazione pe dei nuvoloni che scendono improvvisi e minano la visibilità.

Raggiunta la forcella d’Arcia a m.2476 la nostra vista è riempita dal colossale vallone che precipita verso la valle del Boite. Siamo al tempo stesso estasiati dalla vista di ciò che la natura ci offre che preoccupati per la discesa (oltre che per il ginocchio di Fulvio) :/ .

Dall’alto il ghiaione appare piuttosto rognoso e impressionante e percorrendolo abbiamo la conferma di quanto sia ripido e soprattutto instabile. Dobbiamo muoverci a zig zag per evitare di cadere fino a quando, dopo qualche centinaio di metri, raggiungiamo una parte con rocce più fitte e sporgenti. E’ un tratto impegnativo, per fortuna attrezzato con alcuni cordini metallici che aiutano nella traversata.

Scendiamo decisi, muovendoci rapidamente..non bisogna avere indulgi perchè il più delle volte, sono proprio questi a causare gli incidenti in montagna.

La lunga discesa verso il Rifugio Venezia

Ammetto che arrivati fino a qui la stanchezza un pò inizia a farsi sentire…siamo consapevoli però che siamo ancora ben distanti dalla fine del giro.

In lontananza vediamo il Rifugio Venezia e incrociamo alcuni escursionisti che hanno deciso di seguire il sentiero per il Monte Pelmo in sento antiorario. La discesa è semplice e in poco tempo raggiungiamo il Rifugio Venezia a m.1950 ai Campi di Rutorto dove una sosta per degustare dell’ottima polenta con i funghi è d’obbligo.


Per arrivare all’ultimo rifugio del nostro anello passiamo sotto alle prime rocce da dove inizia la via normale per la salita al Monte Pelmo…uno spettacolo davvero unico!

Se credi che giunti a questo punto la fine sia vicina…ti sbagli. Siamo appena a metà del percorso e quello che ci manca ora per tornare allo Staulanza è aggirare tutto il versante sud del Pelmo-Pelmetto.

La seconda parte dell’escursione avviene tra mughetti imponenti e roccia a strapiombo detta Dambra (=zoccolo) per la forma caratteristica.

La parte faticosa del giro (il vantaggio di percorrerlo in senso orario) è già alle spalle. Questo ci permette di godere i vari saliscendi tra radura e mughetti  e ammirare tutto il versante est del gruppo del civetta. Da questa parte, e già dal Rifugio Venezia, la nostra vista si perde sulle bellezze del Cadore e Ampezzo e sulle cime dell’Antelao e Sorapiss.

Bellezze che ci accompagnano per gran parte del rientro che, come detto, avviene si per un lungo sentiero ma sinceramente facile rispetto a quanto fatto all’andata. Bisogna fare attenzione per  tratti spesso un po’ fangosi ma la camminata è ormai cosa fatta e in breve raggiungiamo la Staulanza.

 

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