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Giro ad anello del Passo Giau

Trascendenza, velocità, storia, intensità di colorazioni e purezza essenziale. Queste sono le Dolomiti dichiarate patrimonio Unesco.

Un fascino unico, decantato in numerose opere letterarie, artistiche e fotografiche. Un senso di meraviglia unico che si può provare facendo il giro ad anello del Passo Giau. Un percorso ad anello che parte dal Passo Giau e attraverso la scoperta di cinque rifugi permette di ammirare pareti che si stagliano verso il cielo, campanili, torri e vette oltre i 3000 metri.

Giro ad anello del passo giau

A rendere ancor più straordinario questo giro ad anello del Passo Giau è l’immaginare che si sta camminando su preistorici vulcani un tempo sommersi dal mare.

Un giro, quello ad anello del Passo Giau, che conviene compiere in giornata partendo dalle prime luci dell’alba per ammirare i colori di cui si tingono le rocce durante la giornata: arancio all’alba, rosa e giallo al tramonto.

Giro ad anello del Passo Giau : i Rifugi Attraversati

Lasciata la macchina al passo per poter compiere il giro ad anello del Passo Giau imbocchiamo la stradina a destra del rifugio e la seguiamo fino ad arrivare sotto la Ra Gusela (2591 metri). Al primo bivio dobbiamo fare attenzione, cartina Tabacco alla mano e seguire, per questo giro ad anello del Passo Giau, il sentiero CAI 452.

Giro ad anello del passo giau

Il sentiero, che guarda sempre verso la splendida Marmolada ed il maestoso Civetta ci porta, tra piccoli ghiaioni e fortunati incontri con le marmotte ad incrociare il sentiero 462 che arriva dal Rifugio Fedara e sale fino al Rifugio Averau.

Rifugio Averau : 2413 metri

L’arrivo al Rifugio Averau è caratterizzato dalla vista di alcune marmotte oltre che da un ultimo strappo in forte pendenza che porta proprio al rifugio. I meno allenati possono scegliere di arrivare al Rifugio Averau, crocevia di numerosi itinerari, utilizzando la vecchia seggiovia panoramica che parte dal Fedara.

Per noi tempo per qualche foto, timbro di rito sulla cartina e ci si rimette in marcia alla volta del Rifugio Nuvolau. Seguiamo il sentiero, poco segnato, 439 e, passata la Forcella Nuvolau ci troviamo su un tratto che sale tra ghiaia e roccia.

Rifugio Nuvolau : 2575 metri

Mano mano che si sale si viene rapiti dalla bellezza del panorama che abbraccia a 360° tutte le Dolomiti. Impossibile non fermarsi e restare a bocca aperta dinnanzi a tanta bellezza.

Dalla Marmolada al Civetta. Dal Gruppo del Sella al Monte Falzarego. Dalle Cinque Torri al Formin. Un panorama che, una volta arrivati in cima lascia senza fiato.

Siamo fortunati. In cielo non c’è una nuvola e così, tra una risata e l’altra con i gestori di questo rifugio che è il più vecchio di tutte le Dolomiti, ci godiamo appieno questo spettacolo che la natura ci offre. Da quassù si può abbracciare in un solo colpo tutta la meraviglia delle Dolomiti.

Per scendere dal Rifugio Nuvolau e fare ritorno in breve al Passo Giau è possibile percorrere il sentiero 438 che prevede di attraversare la ferrata Ra Gusela, attrezzata ma che richiede esperienza e consona attrezzatura.

Il nostro giro ad anello del Passo Giau non prevede, per questa volta, questo passaggio e così scendiamo percorrendo lo stesso sentiero dell’andata alla volta del Rifugio Scoiattoli.

Rifugio Scoiattoli 2255 metri

Scandiamo e percorriamo quindi il sentiero 440 (per uno strano mistero 439 sui cartelli) che in pochissimo tempo, circa 25 minuti, ci porta al Rifugio Scoiattoli.

Anche questo rifugio è comodamente accessibile dalla seggiovia delle Cinque Torri.

Il rifugio, costruito nel 1969 dalla Guida Alpina Lorenzo Lorenzi è ancora oggi a gestione della stessa famiglia ed è situato nelle immediate vicinanze del Museo della Grande Guerra. Il consiglio è quello di fare una breve deviazione sul percorso e percorrere le trincee e le postazioni della prima guerra mondiale. Il museo è visitabile da tutti grazie al lavoro dei volontari che hanno reso il percorso percorribile da tutti grazie a comodi sentieri e gradoni.

Il panorama è spettacolare. Non esiste altro posto al mondo come questo e così mi perdo ancora un istante.

Da qualsiasi parte si guardi si ha la sensazione di toccare con un dito le vette più belle delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità.

Il nostro giro prevede ancora due ore di cammino così ci portiamo sul sentiero 439 in direzione del Rifugio Cinque Torri a 2137 metri.

Rifugio Cinque Torri 2137 metri

Il sentiero, che passa accanto al massiccio di roccia delle Cinque Torri meta di scalatori e climber, ci porta in meno di 30 minuti al Rifugio. Non è servito da impianti a fune ma per chi volesse è possibile raggiungere il Cinque Torri dalla strada statale.

Tempo, anche qui, del timbro di rito e ci rimettiamo in marcia lungo il sentiero 443 che tra gradoni, rocce e boschi riporta al Passo Giau. Il sentiero 443 gira attorno al Monte Nuvolau e al contempo permette di ammirare Cinque Torri, Lastori del Formin, Tofana e Cima Ambrizzola.

Si cammina su sentieri, pietre, nel fango e nell’erba. Ti immerge completamente nella natura e nel suo verde infinito. Ti fa respirare l’essenza di abeti e pini ascoltando i piccoli rumori del bosco.

Un sentiero non troppo impegnativo ricco di panorami indimenticabili che fanno passare in secondo piano a fatica.

Unico consiglio per questo giro? Avere un pò di allenamento e non soffrire di vertigini!

Scheda Tecnica:

📍 Passo Giau – 5 Rifugi
⏱ Tempo di Percorrenza: 6,5 ore
📏 Lunghezza: 16km
📈 Dislivello: 850 mt
🔎 Tipo di Percorso: ad anello
⛏ Difficoltà: Richiesto un buon allenamento
📣 Traccia GPS: Guarda la traccia su Strava
🗺 Cartina Tabacco nr. 15 : acquistala qui

(2) Commenti

  1. Quanto tempo che non torno sulle Dolomiti mi hai fatto venire proprio voglia con questo post!

  2. Che vista mozzafiato! Bellissimo davvero. Dovrei allenarmi un po’ di più che percorrere questi sentieri. Un giorno ci proverò

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