Alla scoperta delle Riserve Naturali | Cicloturismo in Friuli

Il cicloturismo in Friuli è una delle migliori attività che tu possa fare per scoprire questa meravigliosa regione ricca di riserve naturali, mare e montagna.

Ed è proprio lungo le riserve naturali che si snoda questo itinerario cicloturistico ideale per famiglie e bambini da percorrere da primavera ad autunno inoltrato.

Due tappe che, partendo da Monfalcone, permetteranno di scoprire animali protetti come particolari specie di Cigni, Aironi e Tartarughe oltre che di ammirare la flora locale e le bellissime spiagge di Grado, Marano e Lignano.

Un viaggio nella storia che grazie ai siti archeologici di Aquileia farà scoprire usi e costumi degli antichi romani.

Il cicloturismo in Friuli è una cosa seria : mettiti in sella e parti con me alla scoperta di questi luoghi!

Alla Scoperta delle Riserve Naturali | Cicloturismo in Friuli

Questo viaggio alla scoperta delle Riserve Naturali situate nel basso Friuli ha una lunghezza di quasi 100 chilometri e si sviluppa su un dislivello quasi assente (+150MT). I più allenati possono percorrerlo in un unica tappa perdendosi però il gusto del viaggio lento e della scoperta.

L’ideale è quindi suddividere il viaggio in due tappe per potersi fermare nei vari siti naturali e archeologici ed esplorare così le bellezze che questa terra unica ha da offrire.

Tappa 1° | Monfalcone – Grado

La prima tappa ha inizio da Monfalcone che si può raggiungere comodamente con il treno scendendo alla stazione di Monfalcone-Lisert.

Il trasporto ferroviario regionale è ben attrezzato quindi qualsiasi sia la tua città di partenza arrivare qui in compagnia della tua bici sarà piuttosto facile.

Il primo punto di interesse, le Bocche del Timavo, è situato a poca distanza dalla stazione. Qui infatti, in uno spazio circondato da maestosi cipressi, pioppi e platani, il fiume Timavo risorge dopo aver percorso più di 40 km sottoterra. Il fiume Timavo nasce in Slovenia e qui riappare in un contesto davvero splendente tra  il sentiero Bratina ed il Villaggio dei Pescatori.

Se vuoi regalarti un breve trekking, non previsto in questo itinerario devi sapere che il Sentiero Bratina sfiora in certi punti la strada romana che congiungeva Trieste ad Aquileia.

Il giro inizia seguendo il tratto di ciclabile attraversato anche dalla BI20 ossia la Ciclovia Aida e porta in poco più di 5 KM al centro di Monfalcone da dove, per gli appassionati della nautica è assolutamente consigliata una visita al MuCa il Museo della Cantieristica

Da qui poi proseguiamo verso Marina Julia seguendo la ciclabile EV8 – La Ciclabile del Mediterraneo che si segue fino alla fine della prima tappa che coincide con l’arrivo a Grado. 

All’altezza del sedicesimo chilometro si incrocia il Fiume Isonzo e la prima delle riserve di questo itinerario di cicloturismo in Friuli : la Riserva della Foce dell’Isonzo.

Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo

La prima delle riserve naturali, cuore di questo cicloviaggio è quella che nasce sulle foci del Fiume Isonzo all’interno della quale si possono ammirare liberi i selvaggi cavalli bianchi della Camargue oltre a numerose specie di uccelli migratori.

Riserva Naturale della Valle Cavanata

Terminata la visita ci si rimette in marcia per percorrere i pochi chilometri che separano dalla seconda riserva quella della Valle Cavanata dove si ha la possibilità di ammirare fenicotteri, aironi e tutti gli altri animali che compongono la fauna di questo spettacolare luogo.

Il fondo stradale a questo punto si fa sterrato fino all’imbocco del Canale di Primiero.  Per questa ragione è consigliabile intraprendere questo cicloviaggio con bici di tipo MTB o Gravel.

Giunti a questo punto l’arrivo della prima tappa è vicino. In lontananza si inizia ad intravedere la bellissima Isola di Grado che con le sue acque terminali ed il suo centro caratteristico saprà farti rilassare e recuperare le energie spese in vista della seconda ed ultima tappa di viaggio.

Il percorso dal Canale di Primiero Grado si svolge tutto lungo la pista ciclabile della Ciclovia Adriatica ed è immerso nello splendido contesto naturale dell’isola friulana immerso tra il mar Adriatico e la tipica flora locale. Il primo giorno si conclude dopo aver pedalato per 40 km

Tappa 2° | Grado – Lignano

La seconda tappa parte seguendo la strada che da taglia letteralmente il mare e da Grado conduce fino al Belvedere di Aquileia e quindi al centro stesso di Aquileia. Una ciclabile, la stessa della Ciclovia Alpe Adria, che corre per 5 KM lungo il mare offrendo una vista davvero spettacolare soprattutto se percorsa nelle primissime ore della giornata o al tramonto.

Percorso questo tratto di ciclabile proseguiamo per poco più di dieci chilometri fino a giungere al sito archeologico di Aquileia definita “la seconda Roma” per il ruolo svolto nell’antichità e per la ricchezza delle sue attuali testimonianze archeologiche. Imperdibile è una visita alla Basilica di Santa Maria Assunta che affascina per i suoi mosaici e la sua maestosità.

Terminata la vista in questa splendida cittadina ricca di arte e storia è l’ora di rimettersi in sella e seguendo la pista della Ciclabile Alpe Adria si procede verso Terzo di Aquileia e il Parco di Villa Bresciani dov’è possibile fermarsi per un break. Da qui, in prossimità del ventesimo chilometro della tappa (61KM per chi volesse farla in giornata) si abbandona la Ciclabile Alpe Adria per seguire quella del Mediterraneo che conduce a Torviscosa, Malisana, Carlino e quindi, dopo 40 chilometri di pedalata alla cittadina di Marano Lagunare. 

Questa cittadina di mare è tutta da scoprire con la sua Torre Millenaria, i tipici casoni e la laguna ma soprattutto le due riserve naturali: la Riserva Valle Canal Novo e la Riserva Naturale Foci dello Stella

Un vero paradiso naturale queste due riserve all’interno delle quali è possibile ammirare fenicotteri e tanti altri volatili. In questo sito hanno contato 470 specie diverse di uccelli tra migratori (da novembre a giugno), stanziali e “di passo”.

Dopo aver contemplato questi due splendidi siti naturali è l’ora di dirigersi verso Lignano utilizzando la motonave che da Marano Lagunare all’altezza della Riva Ventiquattro Maggio conduce fino al bellissimo centro di Lignano percorrendo il Canale di Marano, il Canale delle Traghete, Canale Videra e giungendo quindi a Lignano Punta Faro.

Qui è possibile scegliere se fermarsi nella giovanile città friulana scoprendo le sue varie spiagge: Lignano Sabbiadoro, Pineta, Marittima e Riviera o continuare a pedalare alla volta di Latisana dove sarà poi possibile prendere il trasporto ferroviario per fare rientro al punto di partenza (sono 23 KM di pedalata)

Link Utili:

MuCa – Museo della Cantieristica
Riserva Foce dell’Isonzo
➡  Motonave Marano Lagunare – Lignano

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